Si narra che molti anni fa, due giovani Ateniesi, si innamorarono così tanto l’uno dell’altra da scatenare l’invidia delle divinità.
I due ragazzi, passavano le giornate tranquilli, a passeggiare per la polis mano nella mano, raccontandosi storie di paesi lontani, sussurrandosi a mezza bocca preziosi segreti e ridendo con leggerezza.
Amavano sdraiarsi nei giardini all’ombra di grandi alberi e rimanere abbracciati ad ascoltare i suoni della natura, in perfetta armonia con ciò che li circondava.
La loro felicità, però, non passò inosservata alle divinità ed in particolare ad Era: benché fosse la dea del matrimonio e della fedeltà, non riusciva a rallegrarsi per questo amore. Infatti, per ironia della sorte, aveva da sempre subito tradimenti da parte del suo potente marito, Zeus.
E come potevano degli insulsi mortali, le cui fragili vite duravano poco più di un battito di ciglia, poter essere così felici insieme, mentre lei, una potente e immortale dea, era condannata a vivere in eterno nel suo dolore?
Così, con l’odio che le cresceva di giorno in giorno nel petto, decise di punirli per il loro amore, trasformandoli in due elementi agli antipodi: l’uno forte, stabile e inamovibile, l’altra leggera, senza forma e impalpabile.
Fu così che divennero lui una montagna e lei una nuvola.
I primi giorni passarono nella disperazione più profonda, condannati ad osservarsi da lontano, senza potersi più toccare.
Ma anche il dolore, col tempo, divenne parte del paesaggio: la nuvola imparò a posarsi lieve sulle cime della montagna, a sfiorarla come un sospiro. E lui, immobile e silenzioso, la ammirava dal basso, aspettando trepidante il momento di quel breve e delicato contatto.
Riuscirono così a ritrovare la felicità, persino in quella situazione, sostenendo che gli era stato fatto un dono prezioso e cioè poter stare insieme, l’uno accanto all’altro, per l’eternità.
Così, quando il cielo si copre di nuvole e la nebbia avvolge le vette delle montagne, si dice che siano loro due, ancora insieme, in un abbraccio che neppure gli Dei hanno saputo spezzare.