Raccontami una storia

<<Lo vedi quel lampione, figliolo?>> chiese il nonno a Matteo, mentre si sedeva cautamente sulla panchina.

Il bimbo trepidante gli salto agilmente accanto, gettando a terra il bastone con cui stava giocando fino a poco prima. Era finalmente giunto il suo momento preferito delle loro gite al parco, cioè quello della storia.

<<Si, nonno!>> rispose infatti con sussiego, già calato nella parte dell’ascoltatore.

<<Ecco…>> l’anziano signore socchiuse gli occhi e si prese una lunga pausa, gustandosi l’impazienza del nipote, che si spostava nervosamente sulla panchina. E poi riprese: <<Non è sempre stato un lampione. 
Devi sapere infatti, che molti anni fa, qui vicino viveva il Guardiano del Parco. Il suo compito era, oltre a quello di proteggere la natura, difendere tutti coloro che qua si addentravano.
Era molto bravo nel suo lavoro, sapeva riconoscere le persone buone da quelle pericolose e riusciva a sentire quando c’era il bisogno di un aiuto, seppur piccolo. 

Si riposava lo stretto necessario e non andava mai in vacanza: perché per lui, la cosa più importante, era proteggere gli altri. Era lo scopo della sua vita, l’unico che era riuscito a trovare fino ad allora.

Ma non era un guardiano come tutti gli altri, era speciale. Era un mutaforma.
Spesso si nascondeva in mezzo al Parco, prendendo le sembianze di un albero, o di un fiore. E, quando qualcuno era in pericolo, saltava fuori mostrandosi nella sua vera forma, facendo scappare i malintenzionati a gambe levate.

Un giorno di metà giugno, mentre era intento a riposarsi qualche minuto proprio su questa panchina, gustandosi un pomeriggio particolarmente tranquillo, venne ridestato dal grido di una donna. 

Cominciò a correre nel Parco, che conosceva bene come tu conosci la tua casa, e in un attimo fu accanto a una ragazza dai lunghi capelli biondi.
Lei, nel frattempo, aveva già disarmato sorprendentemente il suo rapinatore.
Come il guardiano scoprì in seguito, la giovane, di nome Luce, girava spesso per il Parco fingendosi indifesa, per attirare criminali e poter dare loro una lezione.
Immagina la sorpresa che provò il Guardiano, quando Luce gli confessò la verità e scoprì che lei aveva la sua stessa voglia di lottare per ciò che è giusto!

Non c’è bisogno che ti dica che tra i due scoppiò subito l’amore e in breve tempo divennero inseparabili.
Luce andò a vivere dal Guardiano, in quella casina diroccata che ora vedi di fronte a noi, e insieme si occuparono di mantenere il Parco un posto tranquillo e sicuro.>>

<<E poi?>> chiese Matteo, con gli occhi grandi, accesi di curiosità.

<<E poi ebbero un figlio, un bimbo che crebbe qui nel Parco insieme a loro, imparò il linguaggio degli animali e le loro abitudini.
Conobbe anche tutte le creature che si nascondevano alla vista degli altri esseri umani e con loro visse mille avventure.
Poi crebbe, decise di diventare etologo e all’Università incontrò a sua volta una donna, che condivideva nel cuore la stessa passione per gli animali.>>

Al bambino si dipinse una smorfia di disappunto sul viso, e il nonno rise: <<Lo so, lo so, troppe storie d’amore per te in un solo racconto! Ma quando sarai grande, potrai capire. Ricordati i consigli di un vecchio: non inseguire il miraggio dell’amore, ma fai ciò che ami e sulla strada troverai la tua persona del cuore.>>

<<Nonno, io voglio sentire altri racconti sulle creature magiche.>> rispose Matteo, sbuffando. Finse di ignorare il consiglio, che invero ripose, piegato accuratamente, in un piccolo cassetto della sua memoria. Un giorno avrebbe ringraziato il nonno per le sue parole.

<<Ne sai già molte, tipo quella dei folletti dispettosi che abitano in quel laghetto con le ninfee, oppure delle fate che dormono nella grande quercia al centro del Parco. Per le altre dovrai aspettare la prossima passeggiata.>> L’anziano signore gli strizzò l’occhio in segno di complicità. Poi si alzò faticosamente in piedi, pronto a tornare verso casa.

Matteo sbuffò nuovamente, per celare un sorriso, e seguì il nonno. <<Aspetta un attimo! – si fermò di colpo il bambino – Ma cosa c’entra il lampione con la storia?>>

<<Hai ragione, ho dimenticato una parte di storia. Che sbadato che sono! – rise l’anziano – Quando il guardiano e la sua amata giunsero alla fine dei loro giorni, lui si trasformò in questo lampione e trasmutò lei in energia pura, capace di brillare per millenni: in questo modo ancora oggi, illuminano la strada ai passanti, proteggendoli da brutte sorprese o da agguati e aiutandoli a ritrovare la strada anche nel buio più profondo.>>

Matteo, soddisfatto della risposta, proseguì per la strada.<<Grazie signor Guardiano e moglie del Guardiano!>> urlò, prima di superare il nonno di corsa per affacciarsi sul laghetto delle ninfee. Nutriva infatti la speranza di poter sorprendere qualche creatura magica distratta.

Il nonno si fermò davanti al lampione, appoggiò una mano sul palo e sorrise, guardando in alto. Poi si affrettò a raggiungere il nipote, che lo stava già chiamando a gran voce. Affermava di essere riuscito a vedere una piccola manina nascosta dietro una foglia.

Durante il racconto, la notte era calata con il suo scuro manto, a ricoprire tutto.

Il lampione ebbe un guizzò e la sua potente luce si accese, illuminando la quieta sera.